Baraggia: "savana" del biellese
Il territorio comunale di Candelo comprende gran parte dell'altopiano selvaggio
della Baraggia, vasta zona di circa 5000 ettari, a forma di triangolo, dalle particolarissime
caratteristiche geologiche e botaniche.
La superficie sommitale della Baraggia presenta un terreno argilloso, di difficile coltivazione,
costituito da materiali limosi trasportati e quindi deposti dal vento. Lungo le scarpate che delimitano la Baraggia,
verso il torrente Cervo, è possibile leggere, sui pendii erosi, la storia geologica della zona. Si può
quindi osservare un primo strato, composto da due livelli principali, di limi eolici, con spessore di 2-3 metri;
seguono, verso il basso, depositi alluvionali grossolani, cioè con ghiaie e ciottoli; nella parte inferiore si
incontrano invece sabbie giallastre, sedimentate in ambiente deltizio, cioè al limite tra terraferma e mare.
Nel letto del Cervo, nei tratti più incisi, si possono vedere argille marmose di colore
grigiastro, nelle quali resti fossili di organismi indicano che si tratta di depositi marini. La zona del
Baraggione di Candelo è anche molto panoramica: è costituita da una balconata lunga parecchie centinaia di
metri, cadente a strapiombo sulle rive del torrente Cervo.

Numerosi sentieri, ombreggiati da querce secolari, sono agevolmente percorribili a piedi. È
possibile anche effettuare splendide passeggiate a cavallo e soggiorni a contatto con la natura (info: Tenuta
Agrituristica "La Mandria" - Via Castellengo - 13878 Candelo - Tel. (015) 2536078 - 2539306 - possibilità di
pernottamento).
Dall'Altopiano di Bellavista si domina quasi tutto l'arco alpino occidentale, dal Monviso,
al Rosa, alle prealpi Orobiche del Bergamasco.
<- Indietro | Segue ->
|